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Zero alla N In Italia – un tempo culla dell’arte e della poesia, nonché di altre nobili discipline – vanno di moda i libri di cucina (come se Antonella Clerici potesse insegnarmi qualcosa in più di mia madre o di mia nonna), oppure opere di autrici dotate di dubbio talento (e questo è un eufemismo). Un nome a caso: Licia Troisi.
Ma, per nostra fortuna, esistono anche scrittori capaci di scrivere grandi libri; se per adesso non sono stati ancora premiati dalla fama, presto o tardi comunque essa arriverà. Massimiliano Governi. Il suo Parassiti è un testo veramente notevole. E Martita Fardin, che dopo lo splendido ValeAna, si ripresenta con Zero alla N, un e-book semplicemente fantastico.
Cominciò a postarlo su Splinder (dove io, come molti altri,  la seguivo sempre, aspettando con entusiasmo ogni nuova puntata); in seguito alla chiusura di quella piattaforma, abbandonò il mondo dei blog. A differenza mia, Martita preferisce lavorare in silenzio, scavando nell’anima, nei ricordi di esperienze vissute, e trasformando tutto questo in un romanzo, che a mio giudizio è di altissimo livello.
Ambientata in una scuola di Como, la vicenda narra di quattro protagonisti principali, ma riguarda pure alcune “comparse” – termine assai riduttivo, dato che in poche righe Fardin ne traccia in modo perfetto la complessione psicologica. Fra loro spiccano Martina, una specie di dea perversa, ma soprattutto lo straordinario ragazzo turco, Ulukir, che sbeffeggiato da tutti – il razzismo è forte qui da noi – risulta il migliore della classe, benché alla sera sia costretto a lavorare per pagarsi gli studi.
Zero alla N racconta di Baby Boom, ragazza arrogante e attraente, malgrado possieda qualche chilo di troppo; della fragile Lady Marija, sull’orlo della tossicità; del tormentato Damian; dell’idolo generale, Joy, il più bello e affascinante della classe, sebbene, all’insaputa generale, viva una passione disperata.
A titolo di curiosità, io conobbi Baby Boom e, malgrado mi rendessi conto della sua pochezza intellettuale e morale, confesso che ne rimasi affascinata. Il fascino del torbido. Già, perché i personaggi del libro sono reali, e proprio per questo risultano ancora più convincenti.
Il linguaggio è attuale, moderno, crudo, anche se a tratti di assoluta poesia. La trama si dipana sempre avvincente. E’ un romanzo a un tempo scorrevole e profondo, poiché descrive i palpiti di una generazione allo sbando, priva di quei sentimenti che il rifiuto dell’introspezione e della cultura, intesa soprattutto come comprensione umana e accettazione dell’altro, condurrà inevitabilmente alla vita arida e vuota di molti adulti di oggi. I valori presenti nel libro, e nel mondo che ci circonda, sono la ricchezza, l’apparire e non l’essere, l’egoismo e la negazione dei “diversi”.
Quadro triste, però del tutto reale.
Purtroppo non so scrivere recensioni, e pertanto non riesco a rendere giustizia a Zero alla N; in ogni caso vi consiglio di andare su Amazon o su vari altri portali. Per 3,99 euro – quattro caffè, meno di un pacchetto di sigarette – potrete acquistare un libro da assaporare fino all’ultima riga.

Su amazon itunes o www.booxfactor.com

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