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Archive for the ‘le interviste di Caris Wooler’ Category

Lady NadiaCARIS Come i miei amici sanno, le mie interviste non sono propriamente all’acqua di rose, perciò ti ringrazio per aver accettato di parlare con me. (Anche se dai tempi di Splinder mi sono addolcita un po’).
NADIA Accetto volentieri anche se con questa premessa non ti nascondo che mi sento un pochino intimorita!
CARIS Prima domanda: sembri un caso più unico che raro. Hai aperto un blog e in meno di un mese eri già piena di commenti quando c’è gente che ci mette secoli per farsi conoscere – se poi ci riesce. Scriverai anche bene, ma il mio sospetto è che tu abbia abilmente sfruttato la tua avvenenza. Nel mondo di oggi dove l’apparire conta più dell’essere l’immagine di una donna giovane e bella cattura l’attenzione generale. Quanto c’è di vero in ciò che ho detto?
NADIA Avvenente? Lo dici perché non hai notato i miei leggiadri baffetti, il mio occhio un po’ strabico e la mia taglia di reggiseno.
Penso che essere carine o presentabili ma soprattutto curate (anche solo evidenziando un particolare nella nostra persona) possa aiutare, si. Ma se non c’è anche altro, specialmente in questo campo, beh, credo che da solo non possa fare la differenza.
I commenti… probabilmente li ho perché ho deciso di approdare nel mondo dei blog per confrontarmi con un pubblico, rispondo volentieri ad essi come farei esattamente con un amico, e poi, sono una insuperabile chiacchierona.
CARIS Da uno a dieci, quanto te la tiri?
NADIA Sette. Me la tiro 7. Ma solo se accanto a me c’è gente che non merita la mia stima. Di solito impiego il mio tempo a migliorarmi e apprendere dagli altri anziché sprecarlo credendo di essere migliore rispetto a qualcuno, anche perché nella scrittura non esiste chi è avanti e chi indietro ma soltanto stili differenti, presupponendo ovviamente delle buone e necessarie basi grammaticali.
CARIS Hai presente il film “Eva contro Eva”? Ecco, la tua collaborazione con Alessandra Bianchi, una scrittrice ormai in palese declino, mi induce a sospettare che la stai usando per farle le scarpe. A pensar male si fa peccato, però…
NADIA Difatti hai peccato. Credo assolutamente che Alessandra Bianchi non sia affatto in declino e ti consiglio caldamente di andare a leggere il suo nuovo romanzo a puntate “Guerra Totale” , sicuramente cambierai idea. Tornando a noi, io non credo di aver “fatto le scarpe” a nessuno, infatti Alessandra, (lo dice chiaro anche la sua presentazione) ama stare scalza nei prati, le camminate nei boschi e correre, é libera e ribelle e non è certo una pivellina che si fa fare le scarpe dall’ultima arrivata.
Ancor prima di collaborare, ci siamo amichevolmente scambiate opinioni relative ai nostri scritti in Facebook. E’ stata lei in quelle occasioni, dapprima ad insistere nell’apertura di un mio blog personale e successivamente a chiedermi di elaborare con lei un primo racconto a puntate. Ne sono rimasta stupita e lusingata anche perché fino a quel momento avevo scritto solamente per me, per qualche amica, e il fatto di poter mettermi in gioco con un’autrice della sua portata mi ha dato forza e tanta tanta soddisfazione.
CARIS Che tu sia vanitosa è fuori questione, ma onestamente che voto ti dai come scrittrice?
NADIA Non credo di riuscire a darmi un voto, di sicuro un 6 per la passione, la grammatica e la struttura. Il risultato è soggettivo e non è giusto che sia io a giudicarlo. La vanità e l’autostima comunque non mi mancano, hai ragione.
CARIS Mi è giunta voce che vorresti scrivere un libro. Ritieni di avere le qualità per riuscirci?
NADIA Mi sto mettendo alla prova. Ho sempre scritto, più che altro racconti e poesie, sin da bambina tenevo un diario che era diventato così zeppo e voluminoso da sfiorare il soffitto della mia cameretta. Mi ero promessa che all’arrivo dell’idea che non avevo mai letto né trovato in nessun libro di quelli che vendo da vent’anni avrei cominciato un romanzo. Non so se devo questa trovata alla conoscenza della nostra amica Alessandra Bianchi, che più volte mi ha donato incoraggiamenti e complimenti, o se tutto questo è una coincidenza del destino… il fatto è che non da molto, questa idea mi è giunta con una forte ispirazione e come potevo non darle ascolto? Ma non ho fretta, non ho obblighi, scrivo soltanto se mi sento addosso la voglia di farlo o mi investe qualche buona idea. Sinceramente sono una persona che si annoia facilmente e penso che gli obblighi uccidano la creatività. E anch’io voglio essere libera di scrivere il libro, un racconto, una poesia o anche solo un biglietto di auguri.
CARIS Ok. Passata la prima “raffica”, entriamo in un merito diverso. A proposito della Bianchi, se tu dovessi scegliere un personaggio dei suoi improbabili racconti, opteresti per: A un’eroina pronta a battersi a mani nude contro i nemici (posto che tu abbia il fisico per farlo), B una fanciulla romantica e vagamente svenevole, C una donna dura pronta a manipolare e soggiogare maschi e femmine?
NADIA la risposta “A” senza ombra di dubbio. Sono forte.
CARIS Voglio conoscerti meglio. Libri e autori preferiti? Non un’arida lista, sono gradite le motivazioni.
NADIA Glenn Cooper per la sua fantasia, Fabio Genovesi per la sua filosofica semplicità, Nicholas Sparks per il suo lato romantico strappa lacrime, Stephen King per il suo talento di rendere reale il fantastico.
CARIS Il tuo “genere” letterario preferito?
NADIA Narrativa in generale, tendente al noir.
CARIS Sei laureata in filosofia. Il tuo pensiero su Kant?
NADIA Mi piacerebbe laurearmi in filosofia, l’informazione è errata! :-). Comunque penso che Kant avesse ragione, non bisogna avere guide, anche se in realtà occorre imparare prima di agire.
CARIS Parentesi “easy”. Cibi e bevande preferiti?
NADIA Patatine fritte, melanzane alla parmigiana, porcini, frutti di mare, crostacei, lasagne, crespelle, salsiccia, salame… birra.
CARIS Attore e attrice che ti “prendono” maggiormente?
NADIA Keanu Reeves per il suo fascino, Brad Pitt per la sua bellezza, Demi Moore per la sua naturale sensualità e Mr Bean per la sua goffa simpatia.
CARIS Musica prediletta?
NADIA Assolutamente rock, tendente al metal. Guns n roses, Metallica, Nirvana, Queen. Italiani Vasco e Lorenzo e non mi dispiace nemmeno J Ax.
CARIS Altezza, peso, numero di scarpe?
NADIA 1.65 (piccolina?), 50 kg (51 dopo le lasagne), pinne incorporate, 39.
CARIS Come ti piace vestirti?
NADIA Se non è sera e non è una particolare occasione, jeans streatch e maglietta o maglione se fa freddo! Ma adoro i tacchi 10\12 cm e rigorosamente a spillo, non al lavoro però.
CARIS Eventuali sport praticati… so che ti arrampichi sugli alberi…
NADIA Cammino anch’io, sempre e volentieri, mountain bike e quando riesco tiro con l’arco, e si, mi arrampico volentieri sugli alberi, che tra l’altro adoro e spesso mi incanto ad osservarli.
CARIS Quanto è forte il tuo lato infantile? (Anche se non sembrerebbe, esiste un collegamento con la domanda precedente).
NADIA Molto, a volte sorprende anche me e avevo colto l’ironia della sequenza.
CARIS Di recente Ibra ha indicato il suo “quintetto ideale” per un certo gioco. La stampa ha vergognosamente travisato le sue parole, riportando che lui si considera fra i cinque migliori calciatori di sempre e non era quanto Ibra intendeva. Bene, qual è, se esise, il tuo quintetto-writer ideale… tu e altri quattro?
NADIA Ideale? King, io, Alessandra, Genovesi e Saint Exupery per le sue metafore. Chissà quanta roba da imparare!
CARIS In media, quanto tempo ti occorre per scrivere un post?
NADIA Un racconto medio due o tre ore, più un’oretta di correzione.
CARIS Scrivi di getto e in seguito correggi oppure mediti frase per frase?
NADIA Ecco, se riesco ad udire la voce dei personaggi del racconto, allora scrivo di getto. Se non riesco a sentirli, a parte che si mette male, in alcuni passaggi, medito cercando idee o soluzioni che spero siano originali.
CARIS Conosci già in partenza la trama?
NADIA Si. Spesso vengo ispirata all’improvviso, mentre lavoro, faccio la spesa, sono in bagno. Allora mi annoto l’idea e aspetto che la voglia di scrivere si faccia sentire prepotentemente.
CARIS Miglior carburante della scrittura è la tristezza o la felicità?
NADIA Sicuramente per me la tristezza. La felicità è necessaria, ma la tristezza è più profonda.
CARIS Tornando alla Bianchi, lei nutre una grande stima per te. Quanto deriva dalla vostra amicizia? O l’hai forse plagiata? O Alessandra è sincera?
NADIA Inizialmente mi ero stupita del suo interesse, ma in seguito, conoscendola (ormai da tempo e anche di persona) mi sono ricreduta. Anzi mi sono arresa ai suoi complimenti quando, (sebbene lei sia più brava e più rodata di me) collaborando con lei mi sono accorta che le tematiche, le passioni e gli interessi dei nostri scritti si amalgamavano alla perfezione, gli argomenti trattati erano affini e lo stile, alla larga, molto simile. Non lo pensiamo solo noi due ma abbiamo ricevuto numerosi commenti che hanno dimostrato questa teoria.
E ora credo che sia completamente sincera e anche molto generosa come hai enunciato tu.
CARIS Non ricevi mai una critica. E’ perché sei la numero uno, oppure per ragioni legate alla logica dei blog?
NADIA Ah, sicuramente per ragioni legate alla logica dei blog. La numero uno? Il mio numero preferito è il due, meno rischioso e più simpatico. Però penso che i commenti nei blog dovrebbero essere fatti a priori, anche se negativi, ovviamente soltanto dopo una accurata lettura, servirebbero altrettanto per migliorarsi, perché nessuno arriva, mai.
CARIS Sei una donna felice? A volte sei malinconica?
NADIA Felice, soddisfatta ma spesso malinconica!
CARIS Hai senso dell’umorismo? (Mi è stato detto che è molto forte.)
NADIA Credo di si, mi piacciono le barzellette, solo che poi non le capisco. Ahahaha!!!
CARIS Il finale è tutto tuo! Flusso di coscienza…
NADIA Ecco, per la seconda volta nella mia vita mi chiedono un’intervista, e mi sono davvero divertita. La prima (tanto so che me l’avresti chiesto) accadde tanti anni fa, così tanti, che ora, su due piedi, sinceramente non ne ricordo neanche il motivo. E per cui ti ringrazio per questa possibilità e per il tuo interesse, mi sono davvero divertita.
CARIS Ti ringrazio ancora per avere accettato la mia intervista. Peraltro, non credo di essere stata molto cattiva. Su Splinder feci piangere diverse persone. Non sto scherzando!
NADIA Le tue premesse mi avevano spaventata infatti, ed invece con me sei stata buona… ma io non piango nel rispondere a delle domande. Forse perché non ho nulla da nascondere??? (Per ora, metto già le mani avanti nel caso tra qualche anno tu me ne voglia dedicare una seconda).
CARIS Questo è molto probabile. Un caro saluto.
NADIA A te, è stato un piacere!

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CarisWCARIS Questa volta mi piacerebbe parlare con te dei romanzi che hai scritto, ma sotto una particolare ottica: quella dell’ispirazione. Mi spiego meglio. Come è nata la tale opera e se, in qualche modo, è stata influenzata da libri o film da cui sei rimasta particolarmente colpita. O anche da fatti reali. Va bene?
AB D’accordo.
CARIS Seguiamo l’ordine cronologico. Lesbo è un’isola del Mar Egeo.
AB E’ un libro che ho scritto su commissione. Erano i miei primi tempi di Splinder e scribacchiavo storie erotiche. L’editore mi contattò e mi invitò a provare. Dopo quattro o cinque post, mi disse: ok, procedi, ma non scrivere più sul blog. Firmai il contratto e mi misi all’opera. L’ho riletto di recente. Le parti che non mi piacciono sono proprio quelle erotiche; d’altro canto, dovevo metterne un tot al chilo. Preferisco il finale, che è più introspettivo. Comunque fu una bella emozione quando ricevetti a casa le prime dieci copie fresche di stampa. Lesbo è stato ben distribuito. Si trovava da Feltrinelli, Mondadori, Ubik. Ha venduto bene, anche se non ha ricevuto una grande promozione. Ma ci pensarono vari social network, prevalentemente di orientamento lesbico, che lo recensirono positivamente. Ricordo che telefonai alla libreria Babilonia di Milano, non so se esiste ancora. Erano strabiliati perché avevano già esaurito, in due mesi, l’invio iniziale di trenta copie.
CARIS E’ autobiografico?
AB Al dieci per cento. No droga, no sadomaso, no altre cose. Quando parlo del mio lavoro o di certi miei stati d’animo, quello invece è tutto vero; e a riguardo del secondo punto suona un po’ strano perché, a differenza dello spirito del libro, in quei giorni a livello personale ero veramente felice.
CARIS Alex Alliston.
AB E’ nato per caso. Inizialmente prevedevo tre o quattro post. Qualche lettore protestò e sono venute fuori 567 pagine! Qui, in effetti, esiste un influsso esterno. Un giorno curiosavo in una vecchia libreria di Varese e vidi in un angolo dodici o quattordici romanzi della serie di Rocambole tutti coperti di polvere. Ricordavo che mio padre si divertiva con quelle vicende rocambolesche (l’aggettivo deriva proprio dal nome del protagonista). Acquistai l’intero stock per dieci euro e lo lessi in brevissimo tempo. Lo stile è molto scorrevole, gli episodi talvolta deliranti a causa delle trame intricatissime ordite dai “cattivi” che alla fine poi perdono sempre. Carrick non ha nulla a che vedere con i romanzi di Pierre Alexis Ponson du Terrail, però altri personaggi sì: Silvia-Armine, Van der Vaart, Celeste, Anne White, la stessa Bellatrix. Tessono piani malvagi, anzi nel caso di Silvia crudeli fino all’inverosimile. Voglio comunque sperare che lo spessore di Alex Alliston non sia quello di una telenovela. Non ha venduto granché, ma ho ricevuto commenti favorevoli da chi lo ha comprato. Come sempre, ho scritto all’impronta: per esempio, ero convinta che Alex, Sir Alexander, avrebbe concluso la sua vita con Helen… e invece a causa di Silvia ciò non si è verificato. Mi è piaciuto molto scriverlo (stranamente, diversi capitoli a mano) e, modestia a parte, lo considero un buon romanzo.
CARIS Matrioska.
AB Che non è ancora uscito. Qui, l’ispirazione proviene da lontano. Avevo in mente un uomo gelido, russo, un agente del KGB praticamente imbattibile, che amava solo il suo dragone. Era soltanto un’idea, che non pensavo di prendere in considerazione. Ma un giorno cominciai a scrivere, di getto. Avevo divorato diversi romanzi di spionaggio, in più feci infinite ricerche. Sono pignola e detesto scrivere cose inesatte, anche se può capitare. Non mi limito a cercare su Google. Ho telefonato all’ambasciata russa (questo per Rage), sono stata da un armaiolo, in tre farmacie, mi sono confrontata con un “vero” agente segreto, simpatico sebbene imprudente, ho chiamato l’ospedale di Niguarda, mi sono consultata con un colonnello dei carabinieri, sezione elicotteri, ho fermato due agenti della stradale 🙂 Erano un po’ allibiti per il tenore delle mie domande, ma alla fine direi che si sono divertiti.
Con Matrioska sono nati due personaggi che amo: Monica Squire e Martin Yarbes.
CARIS Il Crepuscolo della Lubjanka.
AB Avevo quindici anni quando ci fu il tentato golpe. Conosco persone che non sanno nemmeno che c’è stato, forse perché era estate; io, invece, seguii tutti i programmi tv con grande trepidazione. Ho pensato di raccontarlo in modo serio, anche se ovviamente, al di là del fatto storico, la vicenda è di fantasia. Compaiono ancora Monica e Yarbes, e appare uno dei miei “cattivi” preferiti, Miloslav Pomarev. Posso fare l’immodesta? Secondo me, è un buon libro.
CARIS Rage.
AB Prima di scoprire che Jack Ryan (Tom Clancy) era diventato presidente degli Stati Uniti, ho pensato a Monica Squire e le ho fatto vincere le elezioni. Questa è una storia molto dura, senza sconti, e purtroppo aderente alla realtà di oggi. Un fanatico, Ibrahim al-Ja’bari, che disprezza Hamas in quanto troppo tollerante con Israele, vuole colpire al cuore l’America: fa uccidere il figlio di Monica, e progetta altre azioni infami.
Ci sono decapitazioni, la minaccia di una bomba atomica, e un finale che mi è venuto in mente proprio ieri. Spero che piaccia.
CARIS Un uccellino mi ha sussurrato all’orecchio che potrebbe esserci un nuovo “parto”, La vera storia del sommergibile Kursk.
AB Calma! Per adesso è solamente un’idea. Che ne so io di sommergibili? Mi manca una base di partenza. Vedremo.
CARIS Grazie e buon Ferragosto a te e ai tuoi amici lettori.
AB Ricambio. E chiedo scusa se mi sono troppo autoelogiata. Non è nel mio carattere ma il daiquiri non va bene con il caldo 🙂

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CarisWCARIS In questo secondo incontro vorrei farti delle domande più semplici per rendere l’intervista più “leggera”, anche se magari un po’ banale. Partiamo da alcuni dati: altezza, peso, numero di scarpe.
AB Un metro e sessantotto, cinquantaquattro chili, 38.
CARIS Colore preferito?
AB Quello del cielo quando ci sono sole e vento: azzurro. Non per i vestiti, però.
CARIS Sport praticati?
AB Nuoto, atletica leggera, da ragazza un po’ di judo, cintura gialla.
CARIS Bevanda preferita?
AB Acqua minerale Evian.
CARIS Alcolica?
AB Birra. Preferibilmente scura, Guinness.
CARIS Cibo?
AB Grigliata di pesce.
CARIS Merenda?
AB Da bambina pane, Nutella, burro e zucchero. Capirai! Adesso, niente.
CARIS Tifi per…
AB La Maggica.
CARIS Il giocatore?
AB Totti, off course. A parte la classe immensa, lui e Ilary fanno un sacco di beneficenza. E vuoi mettere la sua autoironia? “Carpe Diem?” “Non mastico l’inglese” 🙂
CARIS La “tua” città?
AB Eheheh… lo sanno tutti. Cannes.
CARIS Un ricordo?
AB Una vacanza indimenticabile. A Cipro.
CARIS Il tuo attore?
AB Troppi! Se proprio fossi costretta a scegliere ne indicherei due: Tom Hanks, perché ha la faccia di una persona normalissima che puoi incontrare su un bus, e Al Pacino, perché sa interpretare qualsiasi ruolo, rendersi odioso come nel “Padrino” o affascinante o ancora misterioso. Esistono attori bravissimi a fare i “cattivi” ma non i “buoni”, e viceversa. Robert De Niro ad esempio. Io lo vedo solo nei panni di un buono. Con ciò è un fuoriclasse, si intende. Anche Johnny Depp è fortissimo, però ha girato molti film stupidi.
Un po’ come Cameron Diaz. In “Gangs of New York” è fantastica, merito del regista forse… ma sceglie di quelle parti…
CARIS Ecco, le donne?
AB Mmmm. Anche qui molte. Direi Cate Blanchett. E Nicole Kidman.
CARIS Il regista?
AB Adoro Clint Eastwood. Agli inizi era un attore assolutamente monocorde, inespressivo, ma da quando è passato alla regia ha sfornato grandi capolavori. Cito a memoria: “I ponti di Madison County”, “Un Mondo perfetto”, “Gli Spietati”, “Million Dollar Baby”.
CARIS Lacrimucce al cinema?
AB Oh, sì, certo. “Sul lago dorato”, “Pomodori verdi fritti”, etc.
CARIS Ti piacciono le scarpe?
AB Troppo!
CARIS Quali?
AB Tutte! Sneakers, ballerine, con i tacchi, sandali, stivali e stivaletti…
CARIS E il sesso?
AB No comment.
CARIS Passiamo ai tuoi libri. Sei soddisfatta delle vendite?
AB Uhm. “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” ha venduto bene, “Sognate con me” anche, “Alex Alliston” e “Il Crepuscolo della Lubjanka”, che secondo me sono migliori, molto meno. Pazienza.
CARIS “Rage”: ancora spionaggio!
AB Mi prende, ma forse sarà l’ultima volta. Forse.
CARIS Ti documenti molto per le tue spy-stories?
AB E’ fondamentale. Un conto è la trama, altro la veridicità dei particolari. Se parli di un Hind devi sapere cosa è un Hind. Non si deve prendere in giro il lettore. Poi, può capitare di sbagliare, ma mai per mancanza di zelo.
CARIS Chi è la tua eroina preferita?
AB Monica Squire. E’ un personaggio che amo molto. In lei convivono forza e debolezza, determinazione e paura. Non è Wonder Woman.
CARIS Ti vedi in lei?
AB Credo di sì. Almeno un poco.
CARIS E “l’eroe”?
AB Matrioska, Carrick, Phil Weir, Yarbes. E Alex Alliston.
CARIS I tuoi protagonisti pìù detestabili?
AB Penso Pomarev, Silvia-Armine, per molti amici lettori lo stesso Phil Weir.
CARIS Questo te lo avevo già domandato, ma mi ripeto: sei dalla parte della Russia?
AB Cerco di essere obiettiva. CIA buona, KGB cattivo? Sciocchezze. Pari sono. O meglio, erano.
CARIS Putin ti piace, vero?
AB Lo sposerei.

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CARIS Come sempre, sarò molto diretta ed esplicita. Tu hai pubblicato “Lesbo è un’isola del Mar Egeo”, che è un romanzo erotico-psicologico, “Sognate con me”, una raccolta di racconti, “Alex Alliston”, un tomo ponderoso che non saprei bene come definire, e adesso stai scrivendo “Matrioska”, una spy-story. Senza dimenticare la storia di Phil Weir o il fantasy “Mille anni dopo”. Non sei un po’ dispersiva?
AB Dipende dai punti di vista. Senza voler fare indebiti paragoni, ci sono scrittori che in linea di massima seguono un dato filone. Sto pensando a Stephen King, Wilbur Smith, John Grisham, Frederick Forsyth. Altri, invece, preferiscono spaziare. Ken Follett, per limitarmi a un solo esempio. Lui ha scritto libri di spionaggio, vicende ambientate nel Medioevo, e altro ancora. Io, da parte mia, seguo la mia ispirazione.
CARIS Evasiva come sempre. Va beh. Come nasce il personaggio Matrioska?
AB Viene da molto lontano. Da almeno dieci anni – o forse anche di più – avevo in mente un’immagine molto chiara, quella di un russo, del nord della Russia. Un uomo freddo, gelido, spietato. Un agente del KGB. Sapevo che aveva gli occhi grigi, che era alto, che amava il suo dragone. Però non esisteva non dico una storia, ma nemmeno la più pallida idea di qualcosa che potesse assomigliare a una storia. E’ rimasto fermo da qualche parte, in un angolo del mio cervello. E quando ormai ero convinta che non sarebbe mai uscito da lì, ecco! E’ saltato fuori!
CARIS A me ricorda Faber de “La cruna dell’ago”…
AB No. Faber non ucciderebbe mai Monica Squire. Aleksandr, invece, sì. Credo che questo semplice fatto li distingua molto.
CARIS Perché hai fatto morire John Lodge, un protagonista che mi piaceva?
AB Se c’è una pistola, prima o poi deve sparare. E qualcuno deve pur morire. E’ successo anche ad Aglaja. E, in “Alex Alliston”, a Carrick. Fa parte del gioco. Comunque, Lodge e Aglaja non saranno gli unici…
CARIS In “Matrioska”, talvolta, dai la sensazione di parteggiare per l’Unione Sovietica. E’ corretta questa interpretazione?
AB Non esattamente. Cerco di essere obiettiva. Il KGB era sicuramente tremendo, tuttavia la CIA non era un ente di beneficenza. Riguardo alla guerra in Afghanistan hai pienamente ragione: i russi erano intervenuti a seguito della richiesta di un governo legittimo e democratico, che intendeva riformare il Paese, migliorando la situazione economica, le strutture sanitarie e sociali, la condizione della donna; e che combatteva contro dei banditi e dei fanatici, e i risultati della vittoria di questi ultimi li abbiamo sotto gli occhi.
CARIS Per tornare alle somiglianze, Monica mi rammenta Magic Paula.
AB Beh, Magic Paula è un personaggio mio. Mah. Non saprei. Hanno dei tratti in comune, questo non lo nego. Alla fine Paula abbandona l’FBI. Phil Weir la distrugge psicologicamente. Monica non lascerà la CIA, sempre che sopravviva.
CARIS Tornando a Phil Weir, su Splinder era seguito da un numero di lettori quattro volte superiore a quanti, qui su WordPress, leggono “Matrioska”. Ti dispiace?
AB Pazienza. Sono cambiati i tempi; e poi tu ti basi sui commenti, ma io penso che ci sia anche chi legga senza lasciare necessariamente la propria opinione. Lo deduco dal numero degli iscritti. Per carità, magari mi sbaglio.
CARIS Cosa “non” scriveresti mai?
AB Un grande romanzo introspettivo, alla Dostoevskij. Mi manca il talento per poterlo fare. Un libro umoristico, forse. Ma questo non è sicuro. Ecco, di certo non mi cimenterei mai in un legal thriller: non possiedo le conoscenze tecniche indispensabili per tale genere. Un conto è documentarsi e svolgere ricerche su qualcosa che comunque già conosci, almeno in parte; altro, avventurarsi in un territorio assolutamente sconosciuto.
CARIS Hai parlato di talento. Ma tu ne sei provvista?
AB Francamente non lo so. E, in ogni caso, non sta a me dirlo. Di un’unica cosa sono certa: sono più brava di Licia Troisi, però questo vale per quasi tutti gli autori di WordPress 🙂
CARIS Sfuggente! Io credo invece che tu abbia un’opinione, ma che non voglia esprimerla. Falsa modestia, timidezza, o alterigia da un certo punto di vista.
AB Hai detto tutto tu. Io non posso che ripetermi: lo ignoro, e non sta a me dirlo. Punto.
CARIS Che consigli daresti a una persona – poniamo un ragazzo giovane – che desidera cominciare a scrivere?
AB Io?
CARIS Per favore!
AB Bah. Per quello che vale, gli suggerirei di leggere molto. E di scrivere molto. Se possibile, di esprimersi in modo semplice, il che non è facile. Di rileggersi, cercando di capire gli errori, cercando di perfezionare lo stile. Di rinunciare a molti svaghi. E’ come andare in palestra: più ti alleni, più migliori. Alla base c’è sempre e comunque la lettura (e un minimo di predisposizione; non dico talento).
CARIS Spesso hai ripetuto che dopo Shakespeare non è stato inventato più nulla. Ne sei sempre convinta?
AB Certo. Shakespeare è… Shakespeare. Con tutto il rispetto per Stephen King, l’horror lo ha inventato Shakespeare. E poi lui ha esplorato tutti i campi possibili e immaginabili, con risultati sempre straordinari.
CARIS Altri autori che ami?
AB Alcuni sono riportati sul template di questo blog, attraverso le loro opere. Naturalmente, ce ne sono molti altri. Su tutti, Dostoevskij. Era uno scrittore incredibile: scorrevole come pochi, ma capace di esplorare l’animo umano con una profondità stupefacente. Ogni suo libro andrebbe letto almeno due volte. O tre, meglio ancora. Prendiamo “Delitto e Castigo” – che è il più “semplice” di tutti. E’ un giallo, è un thriller, è ricco di suspense. Ma è anche l’analisi grandiosa dei sentimenti di due uomini, il protagonista e  Svidrigajlov, nonché di altre figure minori. Il padre di Sonja! Il suo monologo nell’osteria, all’inizio del romanzo, è semplicemente sensazionale; la più efficace descrizione del cupio dissolvi mai scritta. E la lunga notte di Svidrigajlov, quella che precede il suo suicidio, è di terrificante bellezza. Se ci penso, mi vengono i brividi. Per finire con una nota divertente, in quel romanzo c’è anche il tenente Colombo ante litteram. “I demoni” esplorano il fenomeno del terrorismo, anticipando avvenimenti che si sarebbero verificati cento anni dopo. E anche qui, c’è un protagonista di altissima levatura, Stavrogin. Lui…
CARIS Ehm, fermiamoci qui.
AB Eh eh eh, in effetti, andrei avanti per ore con Dostoevskij. E con tutta la letteratura russa, aggiungerei. E’ la mia preferita.
CARIS E gli italiani che ti piacciono di più?
AB Margaret Mazzantini, Isabella Santacroce, Sandro Veronesi, Martita Fardin, Massimiliano Governi.
CARIS E fra i “classici”?
AB Mmm… il romanzo in Italia è inesistente. Mi riferisco al passato, data la tua domanda. C’è solo Manzoni. Perciò, indicherei dei poeti: lì siamo forti. Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli. E ovviamente Dante! Poi, Guicciardini.
CARIS “Matrioska” riprenderà…
AB A fine agosto, con un debito riassunto. Ciao e grazie!
E buone vacanze a chi parte! Nel frattempo, io posterò dei racconti.
CARIS Grazie a te.

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