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TRUMP?

donald-trump21A meno di clamorose sorprese nelle ultime primarie, sarà Hillary Clinton a sfidare Donald Trump alle elezioni presidenziali del prossimo novembre. La Clinton potrà contare sul voto degli ispanici, dei neri, dei repubblicani moderati e di una parte non si sa quanto consistente dei democratici. Trump pescherà un po’ ovunque: repubblicani (non tutti perché il partito lo detesta cordialmente), democratici di destra, e la marea degli insoddisfatti, degli emerginati (bianchi), di coloro i quali sono “contro” il sistema, per ragioni a volte vaghe, in altri casi motivate.
In America non funziona come da noi. I due partiti sono raccoglitori di voti, ma rappresentano una minoranza; la maggioranza non si riconosce in uno schieramento, e di volta in volta si schiera con l’uno o con l’altro, più spesso ancora si limita a ignorare le urne.
Donald Trump a me fa pensare a un Berlusconi più pericoloso. Questo per due motivi. Il primo, che gli Stati Uniti sono la più grande potenza mondiale, mentre l’Italia ha e aveva un peso specifico modesto; la seconda ragione, che Berlusconi era molto più moderato nel linguaggio e meno virulento nel modo di porsi. Per il resto, entrambi hanno reati di vario genere alle spalle, amano le ragazzine, sono egocentrici, megalomani e perseguono (per Silvio sarebbe meglio dire “perseguiva”) il loro personale fine senza curarsi minimamente dei mezzi adottati.
Se dovesse vincere Trump si aprirebbe uno scenario inquietante. A differenza dell’ottimo marito, Hillary non è esattamente una pacifista e lo ha dimostrato in qualità di Segretario di Stato, però garantirebbe continuità e un percorso politico stabile, più o meno valido a seconda delle scelte che man mano prenderebbe.
Trump cavalca l’onda della protesta. Sia pur in modi diversi e con modalità differenti, è un fenomeno che riguarda anche la Francia, l’Austria e l’Italia: il rifiuto della politica, intesa come un male, e quindi da sostituire non si sa bene con cosa. Una forte spruzzata di razzismo e il qualunquismo portato a modello di sviluppo sono gli altri elementi su cui si basa tale “rifiuto della politica”. Spesso essa sarà anche fonte di corruzione e di malaffare, ma rimane un elemento essenziale della nostra civiltà del quale non si può fare a meno. L’alternativa sarebbe un ritorno ai tempi dei barbari.
Gandhi diceva: “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.”
Fra le esternazioni di Donald Trump cito:
– Una nazione senza confini non è una nazione. Ci deve essere un muro per segnare il confine meridionale.
– Il global warming è solo una ‘bufala’, punta alle fonti fossili per lo sviluppo dell’industria e dell’economia del Paese. (Tra le promesse fatte vi è quella di smantellare l’EPA – Environmental Protection Agency – l’agenzia governativa ambientale che molto ha fatto in questi anni per la tutela dell’ambiente).
– Va eliminato il diritto di cittadinanza per nascita per collocare gli americani ai posti di comando.
– Il diritto a possedere e portare armi non deve essere scalfito. (Inutile dire che gode dell’appoggio delle lobby delle armi e di moltissimi bianchi del sud).
Parole di un demagogo populista.
Trump ha mosso false accuse a Hillary Clinton, sostenendo che vuole abolire il Secondo Emendamento (che garantisce la facoltà di avere armi), cosa assolutamente non vera: la Clinton chiede solo maggiori restrizioni. Fra l’altro, nelle tenute di mr. Donald, è vietato portare con sé qualsiasi tipo di arma. Nella realtà, sembra che lui non le ami affatto. Ma è a caccia di voti…
Quando Trump annunciò la sua decisione di candidarsi dichiarò di aspirare a essere il più grande presidente mai creato da Dio. (E anche in questo ricorda un po’ Berlusconi, solo che Silvio probabilmente lo avrebbe pensato con sincerità).
Infine, nel suo programma, c’è una presa di posizione durissima contro la Cina, considerata un nemico.
Hillary Clinton è tutto tranne che uno stinco di santo, però garantirebbe quattro o otto anni nel segno della stabilità e di un moderato progresso. Niente di eccezionale, per carità, ma una via senza sorprese.
Con Trump sarebbe un salto nel buio.
Se io fossi americana, voterei non già per Hillary Clinton ma CONTRO Trump.
Il mio pensiero è condiviso dal Washington Post che in un duro editoriale afferma: Trump è un uomo il cui principale talento politico è quello di riflettere i peggiori istinti della società americana.

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