Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘natura’

La valle di PhilNon hai completato il tuo percorso.
Sarebbe grave arrendersi senza lottare.
Phil non avrebbe mai saputo dire da dove provenivano quelle parole. La prima reazione fu di fastidio: lo avevano strappato dalla visione incantata dell’oceano, gli avevano tolto i delfini, lo avevano privato di quella gioia innocente che valeva molto di più di qualsiasi affanno terreno. Poi tornò in sé. L’istinto di sopravvivenza prese possesso dei suoi pensieri, e lo costrinse a ragionare.
Stava morendo.
Tom lo strangolava con letale concentrazione.
Doveva reagire.
Fece appello alle sue ultime risorse, alzò lentamente un braccio, quindi colpì di taglio. Prese il bandito alla tempia. Senza fermarsi a riflettere, colpì di nuovo nello stesso punto, e questa volta fu un colpo micidiale.
Tom lo lasciò. Barcollando, cercò di allontanarsi; ma Weir lo incalzò. Sferrò un calcio di inaudita violenza, centrando i testicoli. Tom finì a terra, rantolante. Phil prese la pistola e gliela puntò contro. Attese che il bandito si riprendesse, almeno parzialmente. Voleva che sapesse. Aveva osato violare la valle e doveva essere consapevole del suo destino.
Tom si inginocchiò. Aveva il viso stravolto dal dolore, e gli occhi pieni di paura. “Pietà!”, mormorò con voce soffocata. “Ti supplico: non uccidermi.”
Phil Weir lo guardò freddamente. Non provava emozioni; ciò che stava per fare era giusto e legittimo.
“A ogni azione corrisponde una reazione. E il tuo karma è negativo.”
Prese la mira e gli sparò in bocca.
Si tolse il rudimentale giubbotto antiproiettile, perché lo impacciava. “Mithril”!, esclamò ridendo.
Il mithril è un metallo magico presente nelle opere di John Ronald Reuel Tolkien, e da ragazzo Phil aveva letto “The Lord of the Rings”.
Adesso toccava a Sugar.

Jack Straw era consapevole di aver commesso un errore. Un grave errore, dato che fin dal primo momento aveva capito che Phil poteva rivelarsi un avversario temibile. Forse stava invecchiando. Non avrebbe dovuto fidarsi di Tom: era un idiota. Per qualche minuto si gingillò con l’idea che Tom si fosse attardato per strada. Ma era trascorso troppo tempo da quando aveva sentito lo sparo.
E adesso l’hippy sarebbe venuto a cercarlo. Jack aveva un coltello, ma Weir aveva la pistola.
Pensò di salire sul pick-up e di scappare. Avrebbe portato con sé la bionda come ostaggio. Poi cambiò idea: voleva la bruna. Il problema, però, era un altro. Phil era intelligente. Forse aveva bloccato il sentiero con un tronco d’albero. Quando lui si fosse fermato, avrebbe potuto sparargli. Inoltre, la sera era calata rapidamente. Weir conosceva quella valle come le sue tasche; era meglio andarsene con la luce. Avrebbe atteso l’alba nel capanno, assieme alle due donne. Non pensava che Phil lo avrebbe attaccato di notte e, comunque, all’interno della baracca sarebbe stato al sicuro. Avrebbe bloccato la porta e sarebbe stato all’erta: se Weir fosse riuscito a entrare, ci sarebbe stato un corpo a corpo, e lui lo avrebbe ucciso con il coltello.
Era pericoloso rimanere vicino al fuoco.
Si alzò. “Torniamo dentro!”
Il mattino arrivò fin troppo presto.
Jack Straw non aveva dormito. Gli era sembrato di sentire degli strani rumori, ma forse erano un frutto della sua immaginazione. In ogni caso, sapeva che il suo nemico era lì fuori.
Aspettare non aveva senso. Svegliò le ragazze e le sospinse fuori dal capanno. I primi raggi del sole lo ferirono agli occhi. Usando Patsy come scudo, si diresse verso il pick-up. Si sentiva ottimista: si era trovato in guai ben peggiori ed era sempre riuscito a cavarsela. Era l’uomo più dannatamente in gamba della California e aveva dalla sua la fortuna. Era nato fortunato.
“Buongiorno!”
Si girò di scatto. Phil Weir era a pochi metri di distanza. Gli stava puntando addosso la pistola. Jack tirò fuori il coltello e afferrò Patsy per un braccio.
Poi tutto si svolse rapidamente.
Liz si avventò contro Phil. Lo colse di sorpresa e gli strappò la pistola dalle mani.
Stupida! Perché non me lo avevi detto?, pensò Jack. Se avesse saputo di poter contare su Elizabeth si sarebbe comportato in modo diverso.
Si liberò di Patsy e scattò per recuperare l’arma.
Patsy fu più veloce.
Con un balzo si portò alle spalle di Elizabeth e la prese per i capelli.
Liz lasciò cadere la pistola per terra. Riuscì a girarsi e colpì la bionda con un violento manrovescio. Patsy finì a gambe all’aria, e Liz le fu sopra.
Weir anticipò di una frazione di secondo Jack Straw. Impugnò la pistola e gli fece cenno di arretrare. Jack obbedì.
Conosceva troppo bene gli uomini per non sapere che l’hippy lo avrebbe ucciso senza pietà. Ciò nonostante, fece un tentativo. “Ok, amico.”, disse alzando le braccia in segno di resa. “Hai vinto. Io cercavo soltanto un rifugio sicuro. Non volevo che tu morissi: è stata un’iniziativa di Tom. Ora me ne andrò, e vi lascerò in pace. Pagherò qualcuno, giù al paese, perché vi riporti il pick-up.”
Phil scosse la testa.
“A ogni azione corrisponde una reazione. E il tuo karma è negativo.”
Jack Straw fece per replicare, ma Weir non gliene diede il tempo.
Sparò a bruciapelo.

Le due donne stavano lottando selvaggiamente, ma Elizabeth era molto più forte. Immobilizzò Patsy spalle a terra e le strinse la gola con le mani. Vide il panico nei suoi occhi, e provò una vampata di eccitazione. Era la resa dei conti finale: mentre la strangolava, incominciò a venire. Aveva sognato quel momento, e infine si avverava.
Weir distolse lo sguardo da Jack per osservarle. Era indeciso. Avrebbe dovuto intervenire o sarebbe stato meglio lasciare che se la sbrigassero da sole? Liz stava vincendo; forse questo significava che il suo percorso sarebbe continuato con lei. Se Patsy era più debole, voleva dire che aveva un karma negativo.
Tuttavia, non ne era del tutto convinto.
Liberò lo spirito dal corpo.
Aum

Con uno sforzo disperato Patsy riuscì a spingere via Liz. Cercò di allontanarsi a quattro zampe, ma Elizabeth le fu subito sopra. Questa volta la prese da dietro, cingendole la gola con un braccio. Patsy strabuzzò gli occhi. Capì che stava per morire e provò un terrore indicibile. Il suo ultimo pensiero cosciente fu rivolto a Phil. Perché non la salvava?
Aum
Weir sentiva l’energia del cosmo fluire in lui, simile a un grande mare fatto di luce. Assaporò una straordinaria sensazione di benessere. Era sospeso in un mondo di purezza, distante da ogni meschinità, dall’invidia, dai sentimenti volgari che appartenevano alla maggioranza degli uomini. Poteva osservarsi dal di fuori. E leggere i propri pensieri con estrema chiarezza. Tutto era perfetto. Aveva salvato la valle; il suo cammino verso l’illuminazione sarebbe proseguito.
Guardò le donne. La lotta era finita. Probabilmente, Patsy era già morta. Poi vide che graffiava disperatamente il braccio di Liz. Non si era ancora arresa, ma non avrebbe mai potuto liberarsi.
Cosa devo fare?
Finalmente ebbe la visione che cercava.
Si voltò e si incamminò in direzione del capanno.

Annunci

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: