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Archive for the ‘riflessioni’ Category

GRAZIE, CRIS

Ringrazio crisnelpaesedeilibri per la nomina al Liebster Award 2015 🙂 Sebbene di norma non sia mia abitudine, procedo a rispondere alle domande poste da lei e questo per un motivo: perché, pur non avendomi mai commentata, evidentemente legge ciò che scrivo.
1) Avete l’abitudine di leggere più volte un romanzo? Se si quale romanzo è stato oggetto di questa psicosi?
AB Certamente sì! Il record spetta al “Signore degi Anelli” di J.R.R. Tolkien.
2) Dovete regalare un libro sapendo che colui o colei che lo riceverà ama il genere drammatico, qual è la vostra scelta?
AB “Delitto e Castigo” di Dostoevskij.
3) Leggi perché…..?
AB Perché quando leggo mi sento bene e poi perché è un’alternativa al mondo triste e pieno di problemi di oggi (risposta copiata: mi piace).
4) Come appuntate i brani dei libri che più vi piacciono?
AB Ehm… non capisco.
5) Kindle mania? Lo avete? Se si, avete registrato un aumento del numero di letture?
AB Assolutamente no! Niente può sostituire un libro.
6) Programmazione dei post: quanto è importante per un blogger?
AB Molto perché quando mi appassiono ad un blog lo seguo sempre (risposta copiata).
7) Quale particolare ti affascina più delle librerie?
AB Tutto. L’atmosfera, la magia, i libri…
8) Avete a disposizione un coupon di 50 euro: per quali romanzi opteresti?
AB Quelli che ho perso di Forsyth e di le Carré.
9) Quale libro consiglieresti al tuo peggior nemico?
AB Licia Troisi: opera omnia.
10) Hai 2 minuti per convincere una persona che leggere è vita. Cosa le diresti?
AB Se non ci è già arrivata, mission impossible.
Non nomino nessuno poiché è difficile stilare classifiche tra blog di poesie, di racconti, di romanzi, di fotografia, di buone ricette, di riflessioni e di attualità.
Ciao, Cris!

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Visto che sto scrivendone una… In ordine sparso: Tutti gli uomini di Smiley, La talpa, Il quarto protocollo, La cruna dell’ago, Il giorno dello Sciacallo, Icona, Il circolo Matarese,  Rainbow six,  L’ombra del Califfo, ehm… Matrioska 🙂

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“All’inizio di un luglio straordinariamente caldo, verso sera, un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto in vicolo S., e lentamente, come indeciso, si diresse verso il ponte K. Sulle scale riuscì a evitare l’incontro con la padrona di casa. Il suo stanzino era situato proprio sotto il tetto di un’alta casa a cinque piani, e ricordava più un armadio che un alloggio vero e proprio.” Dostoevskij – Delitto e Castigo

“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti.” Questo non dice nulla: è stato forse ieri. L’ospizio dei vecchi è a Marengo, a ottanta chilometri da Algeri. Prenderò l’autobus delle due e arriverò ancora nel pomeriggio. Così potrò vegliarla e essere di ritorno domani sera.” Camus – Lo Straniero

“L’Africa stava accucciata sull’orizzonte, quasi un leone pronto all’agguato, color fulvo e oro nel primo sole, gelata dal freddo della Corrente del Benguela. Robyn Ballantine stava in piedi accanto al parapetto della nave e la guardava.” Smith – Quando vola il falco

“Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur.” Cesare – De bello gallico

“Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Ciò non era mai accaduto. K. aspettò ancora un po’, guardò dal suo cuscino la vecchia signora che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosità del tutto insolita in lei, poi però, meravigliato e affamato a un tempo, suonò. Subito qualcuno bussò e entrò un uomo, che egli non aveva mai visto prima in quella casa. Era snello eppure ben piantato, indossava un vestito nero attillato che, come gli abiti da viaggio, era dotato di diverse pieghe, tasche, fibbie, bottoni e di una chiusura e che di conseguenza, benché non fosse chiaro a cosa dovesse servire, sembrava particolarmente pratico.” Kafka – Il Processo

“Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli  avevano detto che il  vecchio ormai  era decisamente e definitivamente salao,  che  è  la  peggior  forma  di  sfortuna,  e  il  ragazzo  gli  aveva  ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana.” Hemingway – Il Vecchio e il Mare

“Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un cielo grigiastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla de Santa Monica.
«Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.»
«Neanche alla mamma?» domandai sottovoce.
Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre come un’ombra.
«Ma certo» rispose mesto. «Per lei non abbiamo segreti.» Zafon – L’Ombra del Vento

“La signora Cozzolina assaggiò la minestra.” Robbins – Mai amare uno straniero

“Fa freddo a Parigi, alle sei e quaranta di mattina in una giornata di marzo, e il freddo sembra ancora più intenso quando sta per essere giustiziato un uomo. L’11 marzo 1963, a quell’ora nel cortile principale di Fort d’Ivry, un colonnello dell’aviazione francese…” Forsyth – Il Giorno dello Sciacallo

“Alle cinque di mattina, come ogni mattina, fu suonata la sveglia: a colpi di martello contro un pezzo di rotaia, accanto alla baracca del comando.” Solženicyn – Un Giorno nella vita di Ivan Denisovic

“I bambini erano cattivi. Sebbene fossero orfani come Alex, capivano che lui era diverso da loro, e si comportavano di conseguenza. Gli facevano gli scherzi più crudeli: un giorno lo avevano costretto a mettere la testa in un cesso sporco, e poi lo avevano deriso. “Testa di merda!” Da allora questo era diventato il suo nome.” Sconosciuta – Alex Alliston

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OGGI SCRIVETE VOI

Oggi scrivete voiHo incominciato a scrivere post l’otto marzo del 2006, dapprima su Splinder e in seguito alla chiusura di quella piattaforma su WordPress, e non intendo certo smettere di farlo. Per una volta, però, mi piacerebbe rivolgervi una domanda.
Il quesito è il seguente: fra tutti i miei personaggi – di romanzi, racconti lunghi o brevi, e post singoli – qual è o quali sono il vostro/i vostri protagonisti preferiti? Non deve trattarsi necessariamente di una scelta basata sulla simpatia oppure sull’etica, anche un “cattivo” va bene, se a vostro giudizio è stato caratterizzato in modo adeguato. Naturalmente non siete obbligati a partecipare a questo sondaggio, ma qualora decideste di darmi il vostro gradito contributo, mi farebbe piacere leggere anche una motivazione, breve o lunga che sia.
(Avevo pensato di proporre un elenco, ma mi sono accorta che sarebbe interminabile :-P)
Grazie 🙂

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1) Magari posso prenderle da due energumene, però certe battaglie le vinco: a quanto pare, cambieranno il pessimo titolo della loro rubrica, cioè “di merda”.
2) Newwhitebear, in effetti ha sbagliato un paio di congiuntivi in un suo post – non ricordo quale, onestamente – ma avete letto tutti i suoi racconti? Sono scritti benissimo, con grande capacità di dialogo e di rapporti fra i personaggi.
3) Discutere Briciolanellatte? Beh, è come dire che Gesù fosse musulmano.
4) Mari. Scrive poesie stupende. Mi suscitano forti emozioni, grandi sensazioni, mi commuovono. Se poi non le so commentare, è colpa mia: per me la prosa è più facile. Perché ti piace un gelato al limone?
5) Ciò che ho scritto io. “Lesbo è un’isola del Mar Egeo” non è, secondo me, un porno-soft; casomai è un erotico-soft, e le parti iniziali di sesso, pur divertendomi, erano “su commissione”. La seconda parte del libro – come splendidamente recensito da Newwhitebear – è introspettiva.
“Sognate con me” – autoprodotto – ha avuto un successo per me inaspettato, dato che erano tutti racconti già editati su Splinder, e senza una prefazione – e di questo mi scuso. Comunque, rimasi commossa dall’accoglienza di quel testo.
“Alex Alliston” è uscito per una casa editrice a pagamento: in effetti, mi aspettavo maggiore pubblicità e promozione; però ho venduto le mie copie a fruttivendoli, panettieri, librai, pescivendoli, e alla fine ci ho guadagnato.
6)) Se una Licia Troisi pubblica per Mondadori, perché non sperare in “Matrioska” o nel “Crepuscolo della Lubjanka”?
7) “I Discutibili” sono bravi, ma un po’ spocchiosi. Ricordo su Splinder un blog analogo, “L’Antiblog”. Anche lì litigai, ma c’era  più umorismo. Alla fine io e una di loro aiutammo una loro “nemica” ad apririre un nuovo blog, poiché non ne era capace. Si chiama amicizia, cameratismo, pur fra lazzi e frizzi.
8) Ho scritto un racconto con Intesomale, perciò è evidente che lo stimi. Gli voglio anche bene, tzè! E poi lui apprezza il grande Quou – ex Pappina.
9) Stimo anche gli altri. Soprattutto Max e Bleachedgirl, malgrado il loro atteggiamento che a volte mi ricorda quello di un branco di lupi famelici – animali, che peraltro amo.
10) Non cancellerò gli insulti. Mi riservo solo di non rispondere ai commenti troppo complessi, dato che sono notoriamente ignorante. 😛
Questa è per te Brumbru: la tua “diplomatica” ^^

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A PROPOSITO DEI BLOG

Il post suscitò una forte impressione.
Non ricordo più che titolo avesse ma ne ricordo benissimo il contenuto. Il post era stato scritto dal compianto Maria Strofa sulla piattaforma Splinder. Maria Strofa non era una donna, bensì un uomo dotato di vasta cultura e di uno spiccato senso dell’ironia.
Sebbene il suo fosse un blog per certi versi “difficile”, in pochi mesi aveva raggiunto un numero assai elevato di visite; forse era il più seguito di Splinder. Ciò contribuì ad alimentare discussioni e polemiche.
Di cosa parlava quel post?
Partiva dal presupposto che il mondo dei blog fosse un mondo illusorio, tendenzialmente falso, basato sulla logica del “do ut des”. Siti di alto livello ricevevano pochi commenti, dato che il titolare del sito in questione a sua volta commentava poco; blog stupidi e banali erano sommersi dai commenti, perché i blogger che li gestivano passavano ore intere a spammare (e ciò è vero). E’ comunque sorprendente che tali blogger non si rendessero conto di quanto fosse mediocre il prodotto da loro offerto e che propagandavano con così tanto impegno.
Maria Strofa si chiedeva: uno scrittore deve acquistare i libri di tutti i suoi lettori per poter vendere i propri? Naturalmente era una domanda retorica, vale a dire che la risposta era implicita.
Poi raccontava di aver fatto un esperimento. Una mattina aveva lasciato “cinquanta pisciatine”, cioè commenti più o meno insensati, in altrettanti blog. Nel giro di dieci ore aveva ricevuto trenta commenti.
Il post poi proseguiva su questo tono.
In seguito a questa denuncia, il sito di Maria Strofa non perse lettori, ma ne acquisì di nuovi; di lì a breve purtroppo egli mancò. (Permettetemi di dedicare un pensiero commosso al Barone Rosso, anch’egli prematuramente scomparso).
I miei due blog (anneheche blog e il blog di Sandra) erano stati entrambi linkati da Maria Strofa. Per me era un motivo di soddisfazione, poiché lo stimavo molto. Restai quindi estremamente colpita dal suo post, al punto di scriverne uno a mia volta (e in seguito anche un secondo) su quello che lui affermava. Mi ponevo domande inquietanti. Era proprio vero ciò che aveva detto? E, in tal caso, aveva un senso scrivere racconti, poesie o pagine di diario che venivano letti e commentati solo a condizione di fare altrettanto?
A distanza di anni, e dopo molte riflessioni, credo di aver trovato una risposta. (Forse ho scoperto l’acqua calda).
E’ vero a metà.
Ho sempre pensato che il mondo non è né bianco né nero: è grigio. Il fenomeno denunciato da Maria Strofa indubbiamente esiste, benché in forma minore su WordPress; ma è bilanciato da un congruo numero di persone che invece leggono e commentano per il piacere di farlo. E’ chiaro che una visita di ricambio fa sempre piacere, però non è la condizione “sine qua non” (condizione senza la quale non si può verificare un evento).
Io seguo da anni un blog dal quale non ricevo commenti. E dov’è il problema? Certo, sarei contenta se Briciola ogni tanto passasse da me; ma se a lui non interessa quello che scrivo io, a me invece interessa quello che scrive lui. Quando leggo un suo post trascorro cinque minuti piacevoli, e di questo gli sarò sempre grata. Dovrei privarmi di quel piacere a causa di una logica assurda? Certamente no.
Tuttavia l’idea che sia sufficiente scrivere bene per ottenere un buon numero di contatti è assai diffusa ma infondata.
Infatti, non va tralasciato un altro aspetto. I blog sono molti. Il tempo a disposizione non è infinito, perciò ricevere un commento permette di ricordare un dato blog oppure induce a pensare che su quel dato blog c’è un post nuovo, e se quel blog piace è conseguenziale ricambiare la visita.
Va da sé che se una persona non si fa mai vedere da nessuna parte, sarà molto difficile che il suo blog venga seguito. In certi casi, tale decisione è voluta.
Sarebbe interessante conoscere le vostre opinioni in merito.

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LA SCORSA NOTTE HO SOGNATO…

La scorsa notte ho sognato di tornare nella casa vicina al bosco. Questo sarebbe dovuto essere l’incipit del mio nuovo racconto. Il fatto che esista già un inizio simile (La scorsa notte ho sognato di tornare a Manderley di Daphne du Maurier) non mi avrebbe comunque frenata, anche perché poi non avrei scritto di Rebecca ma qualcosa che riguarda me.
Tuttavia in questo momento mi sento bloccata. Il 24 novembre ormai è prossimo e con esso – pare – anche la fine di Splinder. Ignoro la ragione di quella data, so invece quale sarà il futuro di questa piattaforma, almeno stando alla voce di molti: diventerà una specie di emporio virtuale. Non più storie, non più poesie, non sogni né pagine di diario: bensì un luogo dedito al commercio, del tutto insensibile a quanto, in questi anni, abbiamo riversato con partecipazione, impegno, gioia o tristezza in un contenitore di speranze, ricordi, frammenti, che nascevano dall’anelito di tanti e tanti cuori, accomunati da due grandi passioni: scrivere e leggere.
Il mio blog è nato l’8 marzo 2006. Inizialmente fu solo un gioco, poi, giorno dopo giorno, si trasformò in una delle cose più importanti della mia vita. Allora abitavo proprio vicino a quel bosco, ed ero felice, amavo ed ero riamata; oggi vivo altrove e non sono felice, dato che difficilmente la solitudine rende felici. In questo lungo tratto di vita – quasi sette anni – ho editato molti racconti e alcune “serie” – Alex Alliston resta la mia preferita, cui ho dato tutta me stessa; ho conosciuto virtualmente una grande quantità di persone, la maggior parte delle quali è man mano scomparsa, peraltro sostituita da nuovi amici, tutti per me importanti, come lo sono stati quelli ormai svaniti.
Al momento, questo sito conta 418.784 visite, un dato assai rilevante – scusate l’immodestia – ma soprattutto un dato che è testimone del grande affetto con cui in molti mi hanno seguita, chi per brevi tratti di strada, chi più a lungo. Un affetto che ha scaldato il mio cuore, e non è una frase fatta: credetemi!
Dietro a ogni numero del contatore esiste un essere umano, fatto di sangue, carne, aspettative, speranze e delusioni: una persona “reale”. Dove finiranno quelli ancora rimasti? L’esodo è già cominciato. In questi giorni, per me assai tristi, blogspot, wordpress, iobloggo, e altre piattaforme stanno imbarcando i profughi.
La vita continua.
E’ caduto l’impero romano, è crollato il muro di Berlino. Sparirà Splinder. Nulla di eccezionale, e nemmeno di particolarmente insolito. Tranne per me, ma forse anche per altri: perché qui io ho vissuto, amato, sofferto, scritto con dedizione talvolta ossessiva – un’ossessione che nasceva dal desiderio di dimenticare un’infelicità profonda, ma che scaturiva anche dalla volontà di migliorarmi, di raccontare buone storie, che ho sempre cercato di scrivere in modo semplice e lineare, poiché il mio intento non era quello di stupire, ma – se possibile – di regalare emozioni.
Se ci sono riuscita, anche in minima parte, ciò significa che non ho sprecato questi anni. E’ l’unico conforto che ora riesco a trovare.
Non so se continuerò a scrivere. Per il momento, comunque, sarò qui, https://annehecheblog.wordpress.com , dove troverete anche queste righe.
Un caro abbraccio a tutti!
E tanta, tanta, buona fortuna 🙂

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